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title: "Mercato del vino 2026: consumi globali, preferenze e dati italiani"
description: "Mercato del vino 2026: consumi mondiali ai minimi dal 1957, vendite italiane in calo del 2,8% e un settore che punta su premium e diversificazione."
author: "Enovitae Staff"
published: 2024-09-09
tags: ["mercato", "italia", "previsioni", "statistica", "tendenze", "2026"]
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source: Enovitae.com
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Il consumo di vino è un indicatore chiave delle preferenze culturali, delle tendenze economiche e dei cambiamenti sociali. L'Italia resta il primo produttore mondiale — ma il quadro in cui difende quel primato è cambiato radicalmente rispetto a due anni fa. I consumi mondiali sono ai minimi da quasi settant'anni, le vendite dei maggiori produttori italiani sono in calo e la crescita non è più lo scenario di base. In questo articolo analizziamo i dati più recenti, dal contesto globale ai numeri italiani, con le previsioni per il 2026.

## Mercato globale: un consumo che si contrae

**Secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), nel 2025 il consumo mondiale di vino si è attestato a 208 milioni di ettolitri, in calo del 2,7% sul 2024.** È il livello più basso dal 1957: rispetto al 2018 il consumo globale è arretrato di circa il 14%.

La produzione, invece, ha tenuto: 227 milioni di ettolitri, in crescita dello 0,6%. È questo lo squilibrio che definisce il mercato attuale — si produce più di quanto si beva, e la pressione si scarica sui prezzi dello sfuso e sui margini.

Nel 2025 **nove dei dieci maggiori mercati mondiali hanno registrato consumi in calo**. Gli Stati Uniti restano il primo mercato con 31,9 milioni di ettolitri, ma perdono il 4,3%.

### Europa

L'Europa continua ad avere il maggior consumo pro capite al mondo, ma i mercati storici — Francia, Italia, Spagna — arretrano in modo strutturale. Le cause sono demografiche e culturali: popolazione che invecchia, stili di vita più attenti alla salute, e soprattutto una trasmissione generazionale del consumo di vino che si è interrotta.

### Nord America

Il calo statunitense del 4,3% è la notizia più rilevante del 2025, perché gli Stati Uniti sono stati per vent'anni il motore della domanda premium. Sul mercato pesano l'incertezza sui dazi, il riposizionamento della distribuzione e un ricambio generazionale che non sta scegliendo il vino.

### Asia e mercati emergenti

La Cina non ha ripreso i volumi del decennio 2010-2020. Giappone e Corea del Sud si confermano mercati sofisticati ma piccoli, concentrati su premium e bollicine. India e Brasile crescono da una base molto bassa: sono una prospettiva, non ancora un sostegno ai volumi globali.

## Come sono cambiate le preferenze

Negli ultimi 25 anni le preferenze dei consumatori si sono trasformate in modo che va oltre la semplice variazione di quote di mercato.

### Le varietà: tradizione e nuovi profili

Le varietà classiche come Cabernet Sauvignon e Merlot continuano a dominare, ma perdono quota a favore di profili più leggeri. Il Pinot Noir cresce grazie al bouquet raffinato e alla domanda di vini meno strutturati. Tra i bianchi lo Chardonnay mantiene la leadership, mentre crescono varietà come il Viognier e l'Albariño, apprezzate per la freschezza aromatica.

### Vini naturali, biologici e dealcolati

Le tendenze legate ai vini naturali, [biologici](https://enovitae.com/it/accademia/vino-biologico.md), vegani e a bassa solfitazione continuano a influenzare le scelte d'acquisto, ma i numeri vanno letti con precisione. Nel 2025 i [vini biologici](https://enovitae.com/it/accademia/mercato-vino-biologico-italia.md) hanno raggiunto il **6,2% del mercato** dei maggiori produttori italiani, con vendite in calo dello 0,8%: una quota consolidata, non più una frontiera in espansione rapida.

I [vini No-Low Alcol](https://enovitae.com/it/guide/vini-dealcolati-cosa-sono-come-si-producono.md) restano invece **sotto lo 0,5% del mercato**. Se ne parla molto più di quanto si vendano — utile ricordarlo quando si leggono previsioni entusiastiche sul segmento.

### La polarizzazione, e cosa è cambiato

Per anni il mercato si è polarizzato: crescita nella fascia alta, tenuta in quella bassa, sofferenza al centro. Nel 2025 quella dinamica si è attenuata in un modo poco rassicurante — **cala tutto**, e la fascia intermedia semplicemente cala di più (-3,1%) rispetto ai basic (-2,7%) e ai premium (-2,2%).

Il premium resiste meglio, ma non cresce più. È una differenza sostanziale rispetto alla lettura corrente del mercato.

## Il mercato italiano: produzione, export e consumi interni

L'Italia si conferma **primo produttore mondiale con 44,4 milioni di ettolitri**, il 19,7% del totale, in leggera crescita sul 2024 (+0,7%).

Il dato interno racconta però un'altra storia: **i consumi nazionali sono scesi del 9,4%**, passando da 38 litri pro capite all'anno nel 2022 a 35,6 litri nel 2025. L'Italia produce ai massimi e beve ai minimi.

A tenere il settore è l'estero. Il saldo commerciale italiano è cresciuto in vent'anni a un tasso medio annuo del 5%, da 2,7 miliardi di euro nel 2005 a **7,2 miliardi nel 2025**. L'Italia è **primo esportatore mondiale per quantità** (21 milioni di ettolitri) e **secondo per valore** (7,8 miliardi di euro, dietro agli 11,2 miliardi della Francia).

## Il 2025 dei produttori italiani: vendite, margini e canali

L'indagine dell'Area Studi Mediobanca copre 255 società di capitali con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 12 miliardi, metà dei quali oltreconfine. È il campione più solido disponibile sul settore.

### Vendite in calo, export più debole del mercato interno

Nel 2025 le vendite complessive sono diminuite del **2,8%** sul 2024. Il mercato estero (**-3,4%**) ha fatto peggio di quello nazionale (-2,2%) — un'inversione rispetto agli anni in cui l'export compensava la debolezza interna.

Nel dettaglio geografico: **-6,3% negli Stati Uniti** (che valgono il 70% del Nord America), -2,8% nei Paesi UE (37,2% del totale), mentre il Regno Unito ha sostanzialmente tenuto (-0,7%).

### Margini in peggioramento

È il dato che distingue questa fase da un semplice rallentamento dei volumi:

- **Ebitda -4,2%**
- **Ebit -9,5%**
- **Risultato netto -7,5%**

I margini calano più delle vendite. Significa che i produttori stanno assorbendo il calo dei prezzi dello sfuso e i costi della filiera senza riuscire a scaricarli a valle.

### Dimensione aziendale: chi soffre di più

Le società con fatturato 2024 inferiore ai 30 milioni hanno perso il **3,5%**, e quelle capital intensive — con immobilizzazioni materiali oltre il 30% dell'attivo — il **3,7%**. La scala e la leggerezza patrimoniale, in questa fase, proteggono.

### I canali di vendita

| Canale                  | Var. 2025 | Quota di mercato |
| ----------------------- | --------- | ---------------- |
| Ho.Re.Ca.               | -2,0%     | 17,2%            |
| Enoteche e wine bar     | -5,1%     | 5,5%             |
| Vendite dirette         | -1,0%     | 7,8%             |
| Siti internet aziendali | -2,4%     | —                |
| Piattaforme terze       | -3,6%     | —                |

L'online non è più il canale in crescita strutturale del post-pandemia: cala, e cala più sulle piattaforme terze che sui siti dei produttori.

### Prodotti: le bollicine tengono

Gli [spumanti](https://enovitae.com/it/accademia/caratteristiche-champagne.md) si confermano il segmento più resistente, con vendite complessive in calo dell'**1,5%** contro il **-3,3%** degli altri vini. È la conferma di un trend pluriennale e, per i produttori italiani, l'asset competitivo più solido.

## I top player del vino italiano

| Azienda                      | Fatturato 2025 (€ mln) | Var. sul 2024 |
| ---------------------------- | ---------------------- | ------------- |
| Cantine Riunite-GIV          | 635,1                  | -4,6%         |
| Argea                        | 462,9                  | -0,3%         |
| IWB                          | 395,9                  | -1,5%         |
| Caviro                       | 351,3                  | -8,8%         |
| Antinori                     | 259,7                  | -0,7%         |
| Herita Marzotto Wine Estates | 246,7                  | -0,6%         |
| Cavit                        | 242,8                  | -4,1%         |
| La Marca                     | 234,7                  | -6,5%         |
| Terre Cevico                 | 213,2                  | +3,4%         |
| Mezzacorona                  | 213,0                  | +0,3%         |

Alcune aziende hanno una quota di export quasi totalitaria: Fantini Group tocca il 95,7%, Argea il 93,8%, Ruffino e Fratelli Castellani superano il 90%.

## Le regioni del vino

Il Veneto si conferma la prima regione vinicola d'Italia, con un quarto dei volumi nazionali e oltre il **35% del valore**. Guida anche le esportazioni, con più del 35% dell'export italiano, doppiando Piemonte e Toscana (ferme al 15% ciascuna).

Seguono per valore l'Emilia-Romagna (8,8%, con il 12,4% dei volumi) e il Piemonte (7,6% del valore, 4,4% dei volumi). La Puglia è la regione con il maggior divario tra quantità e valore: 15,2% dei volumi contro il 7,4% del valore.

Sui bilanci, il primato della redditività è toscano: **Ebit margin al 15,5%**, il migliore d'Italia.

## Cosa aspettarsi nel 2026

Qui i dati dicono due cose apparentemente contraddittorie, e vale la pena tenerle insieme.

Da un lato, **l'80% dei produttori italiani ha rilevato un calo dei consumi negli ultimi cinque anni**, e circa due terzi si aspettano che la tendenza prosegua. Dall'altro, **il 58% dei maggiori produttori prevede per il 2026 una crescita delle vendite complessive**, e il 70% continua a ritenere il settore attrattivo.

La lettura più coerente è che il settore non si aspetti un ritorno dei volumi, ma una selezione: meno imprese, più grandi, più focalizzate sul valore.

### Le leve su cui puntano i produttori

- **Diversificazione dell'offerta** — 72% delle imprese
- **Apertura o sviluppo di nuovi mercati** — 64%
- **Marketing e comunicazione** — 60%
- **Presidio dell'intera filiera** come modello organizzativo — 50%
- **Nuovi canali di vendita e sostenibilità** — circa 45%

Sul fronte degli investimenti, nel 2025 la spesa complessiva è aumentata del **3,5%**, concentrata su cantina (90% dei casi), efficienza energetica (77%) e tecnologia (57%). In controtendenza la pubblicità: **-5,4%**, scesa al 2,6% delle vendite. Si investe in produzione, non in domanda.

## Digitalizzazione e IA

La digitalizzazione continua a trasformare il settore: dall'[intelligenza artificiale applicata alla viticoltura](https://enovitae.com/it/accademia/ia-viticoltori-tecnologia-vigneto.md) alla tracciabilità in blockchain, fino alle app di abbinamento. Vale però la nota di realismo vista sopra: nel 2025 le vendite online sono calate, sui siti aziendali (-2,4%) come sulle piattaforme terze (-3,6%). La tecnologia sta migliorando la produzione più di quanto stia ampliando il mercato.

## Conclusione

Il mercato del vino è entrato in una fase diversa da quella del decennio scorso. I consumi mondiali sono ai minimi dal 1957, la produzione resta sopra la domanda, e in Italia le vendite dei maggiori produttori calano del 2,8% con margini che arretrano il doppio.

L'Italia mantiene però posizioni difendibili: primo produttore mondiale, primo esportatore per volume, un saldo commerciale a 7,2 miliardi e un segmento spumanti che tiene meglio di tutto il resto. La sfida non è più capitalizzare una crescita, ma scegliere dove stare in un mercato che si restringe — e i produttori sembrano averlo capito, se il 72% indica nella diversificazione la leva principale.

## Domande frequenti sul mercato del vino (FAQ)

### Quanto vino si consuma nel mondo?

Nel 2025 il consumo mondiale è stato di **208 milioni di ettolitri**, in calo del 2,7% sul 2024 e al livello più basso dal 1957. Rispetto al 2018 la contrazione è di circa il 14%.

### L'Italia è il primo produttore di vino al mondo?

Sì. Con **44,4 milioni di ettolitri** nel 2025, pari al 19,7% della produzione mondiale, l'Italia è il primo produttore. È anche il primo esportatore per quantità e il secondo per valore, dietro alla Francia.

### Quanto vino bevono gli italiani?

Il consumo interno è sceso a **35,6 litri pro capite all'anno** nel 2025, dai 38 litri del 2022: un calo del 9,4%.

### Quali segmenti del mercato tengono meglio?

Gli **spumanti**, con vendite in calo dell'1,5% contro il -3,3% degli altri vini, e i **vini premium** (-2,2%). Soffre di più la fascia di prezzo intermedia (-3,1%).

### Il mercato del vino tornerà a crescere nel 2026?

Il **58% dei maggiori produttori italiani** si attende una crescita delle vendite nel 2026. Allo stesso tempo, due terzi ritengono che il calo strutturale dei consumi proseguirà: l'attesa è di un mercato più selettivo, non di un ritorno ai volumi precedenti.

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#### Fonti

- [*Area Studi Mediobanca — Il settore vinicolo in Italia, ed. 2026*](https://www.areastudimediobanca.com/it/product/il-settore-vinicolo-italia-ed-2026)
- [*Comunicato stampa Mediobanca, 20 maggio 2026*](https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS-Mediobanca-vino-italiano-2026.pdf)
- [*OIV — World wine production first estimates 2025*](https://www.oiv.int/press/oiv-releases-2025-world-wine-production-first-estimates)
- [*wein.plus — OIV: wine consumption continues to decline in 2025*](https://magazine.wein.plus/news/oiv-wine-consumption-continues-to-decline-in-2025-global-vineyard-area-decreases-to-7-million-hectares)
- [*WineNews — Le prospettive 2026*](https://winenews.it/it/vino-giu-affari-e-consumi-ma-il-58-dei-big-si-aspetta-una-crescita-delle-vendite-nel-2026_591555/)